Luigi Lamberti
Dei dati anagrafici di questo compositore si conoscono con certezza soltanto luogo e data di nascita: Savona, 22-X-1769. L. Lamberti compie i suoi studi musicali a Savona con L. Mariani, maestro di cappella nella cattedrale di quella città, e si rivela così brillante da succedergli, alla sua morte, in questo prestigioso incarico. Non si conosce il motivo per cui cinque anni dopo, senza un motivo apparente, abbia abbandonato la mansione che occupava nella cattedrale, conducendo nel contempo un tipo di vita precaria ed inquieta. Il 1806 lo vede in Francia, a Parigi, anche qui, però, senza una stabile occupazione, ma molto attivo come compositore; pubblica difatti in quel periodo diversi pezzi per pianoforte, dedicandone parecchi alla sorella di Napoleone, la Principessa Paolina. Cospicua l'opera omnia di L. Lamberti, di cui ricordiamo: tre opere (la farsa "L'Amante schernito", l'opera seria "Orfeo" e "I due Fratelli originali"), parecchie messe concertate, vespri per tutto l'anno, un Miserere, due Tantum ergo, mottetti, inni, molte sinfonie (di particolare interesse "La Mort de Louis XVI" e "Publius Claudius"), composizioni per piccole formazioni strumentali (duetti, trii, quartetti e quintetti) con impiego di strumenti ad arco o a fiato (clarinetto, flauto), concerti per diversi strumenti (tra cui anche il mandolino), serenate, sonate per pianoforte a quattro mani e la "Sonate pour piano avec violon ou flute", op. 37, pubblicata a Parigi da Sieber. Certamente L. Lamberti è ancora a Parigi nel 1812 ma, dopo questa data, si perde ogni sua traccia. Il manoscritto del concerto qui proposto, custodito presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, porta il seguente titolo:
Concerto
del Signor Lamberti
a Mandolino, dui Violini e Basso
Riferisce Alessandro Pitrelli che questo manoscritto, segnalato da Georges de Saint-Foix, è stato per qualche tempo considerato disperso in quanto il nome del compositore, nella scheda della Biblioteca Nazionale di Parigi, risultava erroneamente indicato come "Labberti". Il concerto consta delle seguenti quattro parti: mandolino, violino I, violino II e basso. Per la pubblicazione della presente edizione è stato necessario decifrare quanto contenuto nel manoscritto originale, correggere evidenti errori della notazione, elaborare le parti degli "archi", al fine di arricchire sia l'intelaiatura armonica (in questo, come in altri concerti per mandolino finora riscoperti di questi autori cosiddetti "minori" del XVIII secolo spesso convive, accanto alla pregevole parte solista riservata al mandolino, un'orchestrazione al contrario piuttosto carente ed approssimativa), sia il dialogo col mandolino (che, quando entra "in scena", viene accompagnato da un solo primo violino, in forte contrasto quindi col pieno del "tutti", quando a suonare è l'intera orchestra, ad eccezione del mandolino), inserire una parte per le viole (mai utilizzate nei concerti per mandolino ed archi di questi compositori) e per i contrabbassi, armonizzare il basso (realizzazione del clavicembalo) e introdurre i segni dinamici. Per motivi di semplicità, questi ultimi non sono stati indicati esplicitamente come aggiunti, ma devono essere considerati come proposta del revisore. La numerazione delle battute è stata inserita per uso pratico. Del presente concerto, come del resto per tutti gli altri, vengono qui proposte:
Pasquale Totaro