Giuseppe Giuliano
Non si conoscono ad oggi, per quanto mi risulta, notizie biografiche attendibili sulla vita di Giuseppe Giuliano (o Giuliani). Si suppone però che lo stesso si sia limitato a comporre musiche esclusivamente per mandolino, già segnalate in passato da illustri musicologi e ricercatori quali Eugenio De' Guarinoni, Georges Saint-Foix e Ake Davidsson: sonate, duetti, trii e concerti, attualmente custoditi in diverse biblioteche e collezioni musicali di Milano, Parigi, Stoccolma e Uppsala. Le caratteristiche della sua produzione musicale lo fanno appartenere, senza ombra di dubbio, alla Scuola Napoletana del '700. Nel panorama musicale italiano esiste un'inflazione di campositori di nome Giuliano (o Giuliani), alcuni dei quali autori anch'essi di musiche per mandolino, che potrebbe generare una certa confusione: meglio quindi spendere qualche parola per chiarire questo curioso aspetto di ricorrente omonimia! Oltre a Giuseppe Giuliano, autore dello splendido concerto (sinfonia) qui proposto, abbiamo difatti Antonio Maria Giuliani (Ravenna, 17-VIII-1739 - Modena, 21-II-1831) e Giovanni Francesco Giuliani (Livorno, ca. 1760 - Firenze, dopo il 1818), compositori entrambi di musiche per mandolino e che entrambi troveranno adeguato spazio in questa antologia; Francesco Giuliani, detto "Il Cerato" (Arzignano, presso Vicenza, XVII secolo), autore di musica sacra, e il celebre Mauro Giuseppe Sergio Pantaleo Giuliani - più conosciuto come Mauro Giuliani - concertista e compositore di pagine immortali per chitarra (Bisceglie, presso Bari, 27-VII-1781 - Napoli, 8-V-1829). Il manoscritto del concerto qui pubblicato, custodito in Svezia presso la Biblioteca Universitaria di Uppsala (Collezione Gimo), porta il seguente titolo:
Sinfoni per Mannolino
con Più Istromenti
Del Sig. Giuseppe Giuliano
Esso consta delle seguenti quattro parti: mandolino, violino I, violino II e basso ("violongello" nel manoscritto). La numerazione relativa allo sviluppo armonico del basso manca completamente. Per la pubblicazione della presente edizione è stato necessario decifrare quanto contenuto nel manoscritto originale, correggere evidenti errori della notazione, elaborare le parti degli "archi", al fine di arricchire sia l'intelaiatura armonica (in questo, come in altri concerti per mandolino finora riscoperti di questi autori cosiddetti "minori" del XVIII secolo spesso convive, accanto alla pregevole parte solista riservata al mandolino, un'orchestrazione al contrario piuttosto carente e approssimativa), sia il dialogo col mandolino (che, quando entra "in scena", viene accompagnato da un solo primo e un solo secondo violino, un solo violoncello e dal clavicembalo, in forte contrasto quindi col pieno del "tutti", quando a suonare è l'intera orchestra, ad eccezione del mandolino), inserire una parte per le viole (mai utilizzate nei concerti per mandolino ed archi di questi compositori) e per i contrabbassi, armonizzare il basso (realizzazione del clavicembalo) e introdurre i segni dinamici. Per motivi di semplicità, questi ultimi non sono stati indicati esplicitamente come aggiunti, ma devono essere considerati come proposta del revisore. La numerazione delle battute è stata inserita per uso pratico. Del presente concerto, come del resto per tutti gli altri, vengon qui proposte:
Pasquale Totaro