Carlo Cecere

Nasce (7 novembre 1706), vive e muore (15 febbraio 1761) a Napoli, dove è sepolto nella Cappella della Congregazione dei Musici di S.Maria la Nuova. Poco o nulla si conosce circa la sua vita e i suoi studi musicali. Quanto alla sua attività di esecutore le fonti musicologhe divergono: mentre Napoli-Signorelli ce lo indica come buon violinista (e certamente è stato violinista nel convento del Carmine, a Napoli), Mondolfi parla di lui, alla luce della sua musica sopravvissuta, come di un probabile flautista. Consegue al suo tempo notevole fama grazie alla sua produzione strumentale, con la quale si rivela un'eccellente contrappuntista. Solo in parte, purtroppo, le sue composizioni (manoscritte) sopraggiunte ai nostri giorni:

È autore inoltre della musica di tre opere, tutte comiche: le prime due, “Lo secretista” (1738) e “La tavernola abentorosa” (1741), scritte entrambe su libretti di Pietro Trinchera, e la sinfonia de “La Rosmonda” (1755), su libretto del poeta-notaio Antonio Palomba. La sua carriera conosce un difficile momento, all’età di 34 anni, proprio a causa dello scandalo scoppiato a seguito della rappresentazione della seconda di queste opere teatrali, “La tavernola abentorosa”, avvenuta, secondo i documenti scoperti da Prota-Giurleo, nel febbraio 1741, durante il Carnevale presso il monastero di Monteoliveto. L’opera in questione narra le mascalzonate di un furfante, travestito da monaco che, dopo aver truffato dei poveri ed ingenui napoletani, alla fine (colpo di scena!) li converte tutti alla vita monastica. È da premettere che l’opera buffa, secondo l’usanza napoletana dell’epoca, era un intrattenimento carnevalesco destinato esclusivamente ad un uditorio monastico. I dignitari ecclesiastici presenti alla rappresentazione rimangono sconcertati e fortemente irritati, ritenendo il contenuto dell’opera empio ed offensivo sia verso la Chiesa sia verso le Autorità Statali e il Re, su loro richiesta, fa incarcerare poeta ed editore, oltre naturalmente ad ordinare la distruzione delle copie del libretto esistenti, di cui il censore non aveva ordinato la pubblicazione. Mentre Trinchera conosce per la prima volta il carcere (esperienza che ripeterà 14 anni dopo, nel 1755, a causa del suo fallimento come impresario del Teatro dei Fiorentini, e che lo porterà questa volta al suicidio), nessuna conseguenza di carattere penale investe invece Cecere che, lasciata alle spalle questa brutta parentesi, può riprendere appieno la sua attività artistica, nella quale il mandolino ha un posto di rilievo. Diversi manoscritti delle sue composizioni per mandolino si trovano oggigiorno presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, quello invece del concerto qui pubblicato è custodito in Svezia, presso la Biblioteca Universitaria di Uppsala (Collezione Gimo), e porta il seguente titolo:

Concerto di Mandolino con Violini, e
Basso
del Sig.Carlo Cecere
1762

Esso consta delle seguenti quattro parti: mandolino, violino I, violino II e basso. La numerazione relativa allo sviluppo armonico del basso manca completamente. Per la pubblicazione della presente edizione è stato necessario decifrare quanto contenuto nel manoscritto originale, correggere evidenti errori della notazione, elaborare le parti degli "archi", al fine di arricchire sia l'intelaiatura armonica (in questo, come in altri concerti per mandolino finora riscoperti di questi autori cosiddetti "minori" del XVIII secolo spesso convive, accanto alla pregevole parte solista riservata al mandolino, un'orchestrazione, al contrario, piuttosto carente e approssimativa), sia il dialogo col mandolino (che, quando entra "in scena", viene accompagnato da un solo primo e un solo secondo violino, un solo violoncello e dal clavicembalo, in forte contrasto quindi col pieno del "tutti", quando a suonare è l'intera orchestra, ad eccezione del mandolino), inserire una parte per le viole (mai utilizzate nei concerti per mandolino ed archi di questi compositori) e per i contrabbassi, armonizzare il basso (realizzazione del clavicembalo) e introdurre i segni dinamici. Per motivi di semplicità, questi ultimi non sono stati indicati esplicitamente come aggiunti, ma devono essere considerati come proposta dell'editore. La numerazione delle battute è stata inserita per uso pratico. Del presente concerto, come del resto per tutti gli altri, vengono qui proposte:

Pasquale Totaro