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Antologia del mandolino
Possiamo affermare, senza tema di smentita, che l'importanza
del mandolino nella storia della musica non ha ad oggi ottenuto i riconoscimenti
che gli competono e che merita. Può sembrare addirittura incomprensibile il motivo
per cui la letteratura originale di questo strumento, che pur vanta antiche e nobili
origini, sia stata per quasi due secoli ignorata. Oggigiorno però alcuni, chi come
concertisti ed esecutori, chi come ricercatori e revisori, hanno ritenuto che la
mancanza di presa di coscienza da parte del mondo mandolinistico circa l'esistenza
di tutta una produzione per mandolino di altissimo livello e quanto mai estesa,
richiedesse finalmente un'azione di recupero divulgativo: perchè, mi sono chiesto
anch'io, non prodigarsi per riconsegnare all'umanità un patrimonio musicale e culturale
di enorme valore, cancellando secoli di oblio? Devo riconoscere con tutta sincerità
a Dorina Frati, mandolinista di fama internazionale, la validità di un'intuizione
a suo tempo manifestata e ripetutamente sollecitata: metter mano ad un'antologia
che, per la sua completezza, potesse rendere giustizia a secoli di silenzio. Il
progetto, quanto mai (ahimè) ambizioso, benchè incoraggiato da amici ed estimatori,
comincia a concretarsi e con esso il proposito di sopperire alla carenza cronica
di interesse dell'industria editoriale (motivata senz'altro da valutazioni di carattere
economico) verso la letteratura del mandolino, tuttora così poco edita e quindi
poco conosciuta, di cui molti nel campo musicale (soprattutto i mandolinisti!) ignorano
perfino l'esistenza. Mi pare doveroso ricordare, con immensa gratitudine e riconoscenza,
i musicologi e gli studiosi che in passato, con le loro ricerche, articoli e segnalazioni
di manoscritti, ci hanno di fatto consegnato le chiavi per accedere a questa realtà
musicale dimenticata. Tra i primi ad occuparsene l'italiano Eugenio De' Guarinoni
(Indice Generale dell'Archivio Musicale
Noseda, Milano, 1897); l'austriaco, di origine boema, Josef Zuth
e il francese Marie-Olivier-Georges du Parc Poulain, conte di Saint-Foix, autori
questi ultimi di due articoli pubblicati rispettivamente nell'annata 1931-1932 dello
"Zeitschrift
fur Musikwissenschaft"
e nella "Revue
de Musicologie" del
1933. Zuth ha segnalato numerosi manoscritti di musiche per mandolino esistenti
presso la "Bibliothek
der Gesellschaft der Musikfreunde" di Vienna e a queste
ultime è stata data una notevole diffusione da parte di Vinzenz Hladky, eminente
musicista viennese, ora scomparso, noto sia come esecutore sia come revisore ed
editore. Saint-Foix, viceversa, si è occupato dei manoscritti allora esistenti presso
la Biblioteca del Conservatorio di
Parigi (ora trasferiti definitivamente nella Biblioteca Nazionale di Parigi): purtroppo, però, per circa
quarant'anni l'articolo di Saint-Foix, e soprattutto le musiche ivi segnalate, sono
state ignorate. Nel 1963 lo svedese Ake Davidsson ha pubblicato il "Catalogue of the Gimo
Collection of Italian Manuscript Music in the University Library of Uppsala".
Nel 1972 l'italiano Alessandro Pitrelli, nella "Rassegna Musicale Curci", ha redatto
un elenco sommario dei manoscritti fino a quel momento segnalati, proseguendo poi
per anni, praticamente fino alla morte, un fruttuoso lavoro di ricerca che ha portato
a nuove interessanti "scoperte", come testimoniano, fin dal 1975, le "schede"
sul mandolino allegate alla rivista "Notiziario della Accademia della Chitarra Classica",
da lui stesso curate. Avvocato, concertista, collega in gruppi cameristici e musicologo,
Alessandro Pitrelli è stato per me anche amico, sempre prodigo di consigli e suggerimenti.
Sulla base del bagaglio di tante preziose informazioni, frutto per larga parte delle
feconde ricerche degli studiosi sopracitati, ho intrapreso quindi a fare incetta
di tutte le composizioni per mandolino, divenute ormai un numero ragguardevole,
presenti in varie biblioteche, archivi e collezioni musicali pubbliche e private.
Avviato contemporaneamente il lavoro di revisione ed elaborazione di quelle musicalmente
più significative, ho cominciato dal 1990 a divulgare un primo piccolo ma significativo
campione di queste opere attraverso la "Italienische Barockmusik fur Mandoline",
collana pubblicata in Germania a cura della casa editrice "Zimmermann"
di Francoforte. Ora, con quest'antologia, tutti coloro che fanno parte o che intendono
entrare nel mondo musicale attraverso il mandolino, avranno finalmente a disposizione
un patrimonio di inestimabile valore: le più belle pagine della sua letteratura,
a cominciare dal momento del suo massimo fulgore e splendore, il Periodo Barocco.
"Barocco", nel nostro comune pensare, sta per bizzarro, pesante, enfatico:
tutti termini che non hanno nulla a che fare con le opere di questi nostri musicisti.
Sobrietà, compostezza, naturalezza espressiva e gioia della ricerca sono piuttosto
le caratteristiche che gli appassionati troveranno in queste composizioni: sonate,
duetti, trii, quartetti e concerti per mandolino, che costituiscono una raccolta
quanto mai varia e ampia, che potrà soddisfare ogni esigenza di repertorio.
Pasquale Totaro

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